EXPLORE TALKS ON “SHARING ECONOMY”

Giovedì 16 luglio in Copernico Milano si sono svolti gli “Explore Talks” organizzati mensilmente da Coppa+Landini

L’appuntamento di luglio è stato organizzato in collaborazione con lAssociazione RENA – il movimento che mobilita le comunità del cambiamento in Italia – ed è stato dedicato alla “Sharing Economy”, concetto fino che a pochi anni fa circolava esclusivamente nel network degli innovatori internazionali, oggi invece fenomeno discusso e per certi versi controverso studiato da progettisti, economisti e anche Pubblica Amministrazione. 

Noi di Coppa+Landini abbiamo riunito tutti questi attori per ispirare e discutere di prospettive, opportunità e degli elementi di innovazione apportati da questo fenomeno.

Nel corso della serata è stata fornita un’overview del fenomeno sia dal punto di vista delle politiche pubbliche messe in atto nel nostro Paese, che delle strategie dei privati.

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Marcello Coppa – CEO di Coppa+Landini – ha introdotto i vari momenti di approfondimento condividendo con i presenti una delle definizioni maggiormente riconosciute di economia collaborativa, ovvero “uso o accesso collaborativo (e condiviso) a servizi (o prodotti) che hanno una capacità produttiva in eccesso”.

Si è poi soffermato su 2 elementi chiave di innovazione apportati dalla Sharing Economy:

  • la nascita di piattaforme digitali abilitanti che riducono le asimmetrie informative favorendo l’incontro tra domanda e offerta.
  • la creazione di due effetti collaterali del fenomeno: il primo riguarda la creazione di un network di soggetti potenzialmente paritetici (soggetti ‘istituzionali’ e cittadini). Entrambi possono ricoprire il ruolo di erogatore di beni o servizi (es. Airbnb, Uber etc.). Il secondo effetto che si genera è la creazione di veri e propri oligopoli (anche nel caso di servizi erogati a livello locale), perché nascono soggetti in grado di estrarre molto valore.

L’aspetto principale a cui guardano ora diverse tipologie di aziende è la determinazione di modelli di business di successo che possono essere trasferiti a settori ancora inesplorati.

Il primo ospite ad intervenire è stato Matteo Brambilla – Coordinatore dell’antenna RENA Milano – che ha presentato l’Associazione e i suoi progetti nell’ambito della Sharing Economy, servendosi dell’allegoria dell’esplorazione: “quando una comunità di persone trova un nuovo territorio si formano due macro-comunità, chi costruisce e produce e chi crea le nuove mappe”. La Sharing Economy, basandosi fondamentalmente su piattaforme digitali, è soggetta a incremento tecnologico e mutazione di contesti talmente rapidi che i ruoli di costruzione e disegno delle mappe sono complessi.

Il ruolo di RENA è proprio quello di mettere in connessione i due mondi (practitioner e produttori di mappe) in maniera biunivoca e farli dialogare. Lo fa anche attraverso iniziative come il Festival delle Comunità del Cambiamento e la RENA Summer School.

E’ poi intervenuto Renato Galliano – Direttore Settore Innovazione Economica, Università e Smart City del Comune di Milano – che ha presentato Milano Sharing City, progetto avviato nell’ottobre 2014 a seguito di una consultazione pubblica e che ha appena concluso una prima fase di mappatura dei soggetti coinvolti nelle iniziative di economia collaborativa (65% operatori e 35% esperti). Galliano ha ribadito il ruolo della Pubblica Amministrazione in fenomeni come quello che stiamo esaminando, che dev’essere quello di porsi come agente proattivo per divulgare ed aggregare. Ha inoltre illustrato tutte le iniziative sinora condotte o promosse che rientrano nelle pratiche dell’economia collaborativa: “Shared Mobility” (car, bike e scooter sharing), “Shared Creativity” (FabLabs, co-working, incubatori), “Use and re-use of spaces” (giardini, spazi, alloggi), “Shared information” (EO15, datasets, isole digitali), “Collaborative finance” (crowdfunding civico etc.), “Open Government” (bilancio partecipativo, food policy, Milano Resilient City etc.).

E’ possibile approfondire queste iniziative e i progetti futuri nelle slide sottostanti:

E’ stata poi la volta di Daniela Selloni – Service Designer e ricercatrice del PoliMI – che ha presentato due action format di ricerca applicata per la città di Milano, vere e proprie pratiche collaborative di interesse pubblico per co-costruire insieme dei servizi:

  • Cittadini Creativi: sperimentazione applicata ad una specifica zona di Milano per 5 mesi attraverso una serie di challenge collaborative per co-progettare servizi utili alla vita quotidiana in seguito ad un’analisi dei bisogni.
  • Hacking Public Services: una classe internazionale di 45 studenti ha collaborato per un mese per progettare servizi collaborativi, ibridi (cioè multi-attore e di interesse pubblico), e multicanale su 10 cluster tematici. 

La presentazione dei due format è stata utile per chiarire ai non addetti ai lavori qual è il ruolo del designer nella co-progettazione dei servizi cittadini, ovvero rendere attrattiva ed ispirazionale la collaborazione. 

La sfida per il futuro prossimo, ha ribadito Daniela Selloni, sarà quella di riuscire ad “includere i cittadini ad un livello ancora più alto, nonostante i confini tra coinvolgimento, collaborazione e sfruttamento rischino di risultare labili. Perché, come ha riportato The Guardian qualche tempo fa, ordinary people drive smart cities“.

 

 

Dopo l’overview sulle iniziative portate avanti dal pubblico e dall’università, il focus degli “Explore Talks” si è spostato sull’attuale offerta delle piattaforme collaborative italiane, grazie alla mappatura condotta da Marta Mainieri, founder di Collaboriamo.org, piattaforma che abilita alla comprensione delle opportunità proposte dal nuovo modello di servizio offerto dall’economia della condivisione. Marta Mainieri è inoltre curatrice di Sharitaly, il primo evento italiano interamente dedicato all’economia collaborativa, alla terza edizione il prossimo novembre, per la prima volta negli spazi ex Ansaldo di Milano.

Dall’indagine condotta nel novembre 2014, la maggioranza delle piattaforme di Sharing Economy ha difficoltà di sopravvivenza, sia per la debolezza o addirittura carenza di un modello di business (per il 21% dei servizi è così), sia per la difficoltà di coinvolgimento e gestione di community di servizi collaborativi.

Altri elementi di riflessione emersi sono che il 52% delle società che erogano servizi collaborativi ha fatto bootstrapping e che la percentuale sul transato è il modello di business prevalente. In sintesi, i servizi italiani crescono ma con difficoltà, soprattutto legate alla regolamentazione.

L’ultimo intervento è stato curato da Stefano Daelli – Membro dell’Associazione RENA – che ha spostato il focus completamente sulle aziende, partendo dall’assunto che la tecnologia sta trasformando le modalità con cui l’utente/cliente si aspetta che servizi e prodotti vengano offerti dalle aziende.

Si sta diffondendo il concetto di istantaneità, anche nel caso di prodotti e servizi non scalabili e si sta verificando il passaggio da un’economia tradizionale creata da aziende asset- based alla cosiddetta “uberized economy” access-based che prevede la fornitura immediata di prodotti e servizi attraverso l’abilitazione di una domanda destrutturata da un lato e un’offerta scalabile e potenzialmente infinita dall’altro.

Stefano Daelli ha concluso il suo intervento delineando 3 possibili scenari per i player tradizionali:

E’ possibile risalire alle slide del suo intervento a questo link.

Vuoi saperne di più sui partecipanti e le interazioni social della serata?

Ripercorri lo Storify di “Explore Talks” on “Sharing Economy”!

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2 thoughts on “EXPLORE TALKS ON “SHARING ECONOMY”

  1. luca rossi says:

    L’Explore Talks sulla sharing economy è stato molto interessante fornendomi il punto su tale fenomeno. Il quadro emerso indica che c’è ancora molto da fare, in quanto le piattaforme attualmente hanno una vita breve, poche hanno successo. Ciò è riconducibile in primo luogo a notevoli difficoltà normative che rendono necessario un progetto di legge, per consentire a queste piattaforme di nascere e vivere senza doversi necessariamente scontrare con leggi vecchie, ambigue e con l’ostilità di altri operatori economici. In secondo luogo, alla mancanza di assistenza agli startupper anche in termini di mentorship e formazione per fornire a costoro gli strumenti adatti per far sviluppare e crescere il proprio business. Dall’incontro è infatti emerso che molte piattaforme non adottano un modello di business chiaro. C’è da lavorare sodo, tuttavia, tali sforzi sono da considerare un investimento per incentivare questo fenomeno utile per la collettività.

  2. coppalandini says:

    Grazie Luca per il tuo contributo! Il nostro Explore Talk sulla Sharing Economy ha voluto rappresentare un nuovo tassello del mosaico di costruzione di massa critica intorno al fenomeno. Un nuovo importante appuntamento sarà sicuramente Sharitaly di novembre che per la prima volta si svolgerà a Milano e che sicuramente seguiremo anche noi! E poi il progetto Milano Sharing City di cui cominceremo ad occuparci e tanto altro che bolle in pentola… Continua a seguire anche i nostri Explore Talks gratuiti perché ispirarsi e contaminarsi è oggi fondamentale per crescere!

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