WorldLEDForum: “Branding From Below – come la sharing economy può guidare lo sviluppo locale”

Ieri il nostro Marcello Coppa ha partecipato come moderatore al panel “Branding From Below – come la sharing economy può guidare lo sviluppo locale” all’interno del palinsesto di convegni ed eventi del Third World Forum of Local Economic Development organizzato dalla città di Torino in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). 

Le startup di sharing economy presentate nell’ambito della Collaborative Logistics (YouPony), Collaborative Consumptions (Kalulu) e Collaborative Creativity (SharingIdea) sono state presentate ed analizzate anche dal punto di vista del modello che noi chiamiamo “Branding From Below”.

Ripercorri il nostro Storify del panel!

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La sharing economy rappresenta un modello di consumo basato sulla condivisione e sul riuso della capacità in eccesso di beni e servizi, tipicamente attraverso la facilitazione di piattaforme online community-based.

Nel mettere in contatto una domanda ed un’offerta che difficilmente si incontrerebbero e garantendo l’accesso a (anziché il consumo di) beni e servizi, la sharing economy si configura almeno apparentemente come un modello economico orientato alla sostenibilità ed alla condivisione. Se adeguatamente governata, rappresenta sia un’opportunità per le aziende tradizionali di evolvere i loro modelli di business, che un nuovo modello organizzativo per la nascita di startup innovative basate su un DNA diverso. Inoltre, per i territori rappresenta una nuova modalità per fare innovazione sociale, sviluppando forme di consumo, welfare e capitale di comunità. 

La sharing economy rappresenta anche la più evidente manifestazione di un nuovo paradigma socio-tecnico. Si sono modificate profondamente le geografie delle reti del valore, cioè quali attività economiche vengono svolte, in quali luoghi e da quali soggetti. Le risorse tangibili ed intangibili geograficamente disperse diventano accessibili. Nuove relazioni tra “pari” basate sull’interdipendenza e facilitate dalla tecnologia assumono una rilevanza economica sempre più consistente.

Per affrontare questo nuovo scenario, le marche più di successo oggi seguono un modello che noi chiamiamo “Branding From Below”, ovvero la costruzione di un brand dal basso. È costituito da quattro fasi integrate in un processo iterativo con l’obiettivo di guidare il cambiamento e costruire un brand forte:

  • Iniziare sviluppando una forte vision;
  • Tradurla in prototipi di servizi e prodotti nel minor tempo possibile;
  • Far leva sulla business network e sulle relazioni con gli altri stakeholder per migliorare continuamente attraverso un feedback reale e la collaborazione;
  • Iniziare a pensare e a testare la prossima grande azione.

Tuttavia gli operatori della sharing economy presentano alcune caratteristiche che possono anche avere dei risvolti potenzialmente negativi:

La natura essenzialmente digitale e di rete, anche per quelle piattaforme che mettono in connessione servizi erogati localmente, tende a creare situazioni winner takes all, il cui esito è una struttura economica concentrata nelle mani di un monopolista o comunque di pochi player;

La possibilità di agire su diversi mercati geografici anche senza una presenza organizzativa fisica, può provocare il dirottamento di risorse verso Paesi con una tassazione più favorevole rispetto a quelli dove si svolge l’attività economica;

L’apertura sul lato dell’offerta nelle piattaforme P2P può provocare l’entrata sul mercato di soggetti che non possiedono i requisiti previsti dalle normative vigenti per erogare quel servizio o mettere a disposizione quel bene e che competono al ribasso e tra di loro.

Riteniamo che la soluzione a questi potenziali problemi risieda comunque in un approccio “from below”. In questo modo, il valore viene co-creato e condiviso con la community e gli stakeholder, anche attraverso la promozione di una discussione pubblica su queste tematiche e la definizione di modelli di business basati su sistemi di incentivi sostenibili.

È così possibile stimolare la creazione di un impatto positivo in termini di sviluppo locale attraverso forme sostenibili di sharing economy, che permettono:

  • La diffusione di modelli di produzione e di business basati sulla condivisione di beni e servizi piuttosto che sull’acquisto ed il consumo privato;
  • L’allargamento dell’accesso a beni e servizi;
  • La creazione di nuove forme di auto-imprenditorialità e di incremento del reddito disponibile;
  • L’aumento del capitale sociale e del senso di comunità.

Presto sarà possibile vedere la registrazione video del panel. Stay tuned!

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